Professioni della moda : Stylist Assistant

Screenshot_2016-08-20-21-25-27-1.pngFashion Stylist, una figura diffusa in America ma che sta prendendo piede da qualche tempo a questa parte anche nel nostro paese.

Uno stylist può lavorare per le riviste, alla pubblicità di un’azienda, può collaborare con l’ufficio stile di un marchio di moda, coordinare i vestiti indossati dalle modelle a una sfilata, o sceglierli per i personaggi famosi. La sua bravura richiede molta ricerca e studio di archivio, sia per sviluppare l’idea di un servizio giornalistico che per capire la storia di un’azienda e la clientela a cui si rivolge. Per un servizio fotografico ispirato agli anni Sessanta, studierà cosa si indossava all’epoca, quali erano i colori predominanti, le acconciature, gli arredi e tutto ciò che può essergli di ispirazione. Se deve preparare il catalogo di un’azienda o le foto per una pubblicità, dovrà conoscere bene anche lo stile e il target di quel marchio. Lo stylist lavora quasi sempre con una squadra composta da un fotografo, truccatori e parrucchieri. Spesso è un lavoro di gruppo e a prevalere nelle decisioni è solitamente lo stylist o il fotografo in base alla sua fama e esperienza.

Gli stylist che lavorano nei giornali di moda possono essere sia interni che freelance, anche se solitamente collaborano sempre con la stessa rivista e realizzano all’anno circa una trentina di servizi per un settimanale, o uno al mese per un mensile. Simone Guidarelli, famoso stylist che ora collabora con Glamour ma che in passato ha lavorato molto anche per Vanity Fair ed Elle, ha spiegato al Post che uno stylist segue solitamente tutte le sfilate, prende appunti e capisce quali sono le ispirazioni e le principali tendenze proposte dagli stilisti. Poi fa una riunione con il direttore della rivista che assieme al fashion editor – che si occupa della linea editoriale per la moda – decide quali temi trattare nei vari numeri e come farlo. Se alle sfilate molti stilisti propongono i jeans a zampa di elefante, lo styilist dovrà per esempio costruire un servizio attorno a quel tipo di pantalone.

Molti stylist che lavorano per i giornali vengono contattati anche dalle aziende per realizzare campagne pubblicitarie e cataloghi, i cosiddetti “lookbook”. L’approccio a questo tipo di lavoro è diverso da quello editoriale: nelle campagne pubblicitarie lo stylist si deve confrontare con chi si occupa del marketing e tenere conto di quello che l’azienda vuole comunicare al cliente. I lookbook servono soprattutto per proporre ai buyer (cioè che compra i capi da rivendere nei negozi) i propri prodotti; inizialmente erano freddi e asciutti, con le modelle che indossavano i vestiti su uno sfondo bianco, mentre ora sono più creativi e fantasiosi, cosa che ha avvicinato il lavoro dello stylist a quello che fa per le riviste, individuando un tema o una storia attorno cui costruire il catalogo.

Gli stylist nelle case di moda
In alcune case di moda, gli stilisti si fanno aiutare dagli stylist per creare le nuove collezioni. Fanno da consulenza al direttore creativo e agli stilisti che coordina – il cosiddetto ufficio stile – suggerendogli idee per la collezione da disegnare. Aiutano insomma gli stilisti nella fase di ricerca, danno un parere esterno e sono utili per un confronto. È un modo nuovo di lavorare per le aziende: il primo a servirsi degli stylist è stato lo stilista John Galliano, oggi direttore creativo di Maison Margiela.

Gli stylist e le sfilate
Gli stylist hanno anche il compito di decidere gli abbinamenti di vestiti e accessori indossati da modelle e modelli alle settimane della moda. Di solito a farlo è una persona esperta che ha lavorato nelle riviste di moda. Il suo compito è coordinare gli abiti rispettando lo stile del marchio e quello che lo stilista vuole comunicare con la collezione.
Si occupa dell’ideazione e della realizzazione di costumi di scena, sceglie materiali, tessuti, abiti e accessori, crea gli abbinamenti seguendo le esigenze di registi, fotografi e art-director, veste attori e modelle per campagne pubblicitarie e produzioni cine-televisive, coordina il reparto trucco e capelli, gestisce il budget destinato ai costumi e alle risorse professionali del suo reparto.

 

 
Una mia giornata tipo: Mi sveglio presto e mi faccio venire buone idee. Il tempo e la creatività scorrono come un fiume in piena. Si inizia dalla preparazione dei bozzetti, delle immagini di riferimento e il recupero dei campioni dei materiali da portare alla presentazione. Il PPM–(Pre Production Meeting) una riunione generale che segue e precede altre riunioni produttive, continua con i giorni di ricerca nei quali vado in giro come un tassista.I giorni di set richiedono forza fisica e capacità di adattamento perché non si timbra il cartellino in un ufficio, non si sa a che ora si inizia o si finisce, si lavora sotto la neve o nel deserto.  Infine c’è da fare i conti, rendicontare ai produttori, restituire agli showroom quello che hanno prestato, seguire i resi, la lavanderia, riporre ogni cosa al suo posto in attesa della prossima produzione.

Caratteristiche indispensabili?
Creatività, gusto, diplomazia, determinazione, dinamicità, capacità organizzative, pazienza.

 

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